lunedì 25 maggio 2009

Competizioni: Roma Jiu Jitsu Challenge 2009


Essere fra i migliori d'Italia al Roma jiu jitsu challenge 2009. Questo lo scopo prefissatoci. E per raggiungerlo non ci siamo risparmiati: mesi di preparativi, soluzioni alimentari improponibili per rientrare nella categoria prefissata, allenamenti estenuanti nonostante gli acciacchi, studiare la strategia migliore. Dopo l’estenuante preparazione per una gara ci si aspetta sempre il meglio e si è sempre in apprensione, si valuta se non si è trascurato nessun particolare. A causa di un disguido organizzativo, con enorme rammarico, non ho potuto assistere alle lotte che vedevano Fabrizio protagonista. Mio malgrado ero tranquillo, e a riguardo desidero ringraziare tutti coloro che lo hanno sostenuto moralmente nelle lotte. Appena sbarcati dall’aereo ho subito chiesto informazioni su come stava procedendo la gara e ho appreso la notizia che il nostro Fabrizio vinceva il suo primo incontro per strangolamento dalla guardia e il secondo con un punteggio di 12 a 2. Da questo momento a quando siamo arrivati al palazzetto ne aveva vinta un'altra disputata con un judoka di eccellente preparazione sul quale Fabrizio ha avuto la meglio sconfiggendolo con “mata leao”. Non appena messo piede al palazzetto viene chiamato sul tatami Mirko Puleio. “Caspita” ho detto “siamo arrivati giusto in tempo: si deve preparare”. Macché preparare doveva andare a lottare. Nel giro di due minuti era già in kimono pronto sul tatami. Purtroppo è stato sconfitto con un punteggio di due a zero. Sopraggiunge di seguito la lotta per il primo e secondo posto tra Fabrizio e Francesco Aiello, incontro in cui prevale quest’ultimo grazie a una leva al braccio. Ce l’abbiamo fatta comunque, il podio è stato conquistato. Su trenta partecipanti, nella categoria -70, Fabrizio Caliò ha conquistato il 2° posto. In questi mesi noi tre non abbiamo fatto altro che vivere in palestra per questo evento e nonostante la sconfitta di Mirko per me ha vinto comunque. È risaputo che in gara l’emotività o magari lo stress di arrivare sul tatami non appena scesi dall’aereo può giocare brutti scherzi. Ringrazio i miei allievi per la fiducia che ripongono in me, confidando nella mia esperienza nelle arti marziali. Sanno che non sono poche le difficoltà che devo affrontare affinché il team pratichi e competa in questa disciplina. Una vittoria del genere può solamente confermarmi che stiamo svolgendo un ottimo lavoro. Arrivederci a Lisbona 2010.













mercoledì 20 maggio 2009

Seminario con il maestro Federico Tisi


"Si è concluso poche ore fa il mio terzo seminario nella città di Catania, organizzato da Giuseppe Rodelli del Security Team, che oramai da un paio di anni cerca di diffondere in questa bella città lo stile brasiliano di jiu jitsu , aiutato dai suoi due assistenti ed allievi Fabrizio Caliò e Mirko Puleio. Questo piccolo gruppo di Catanesi D.O.C. si sono subito fatti notare anche sul panorama agonistico, riportando podi importanti a livello anche Europeo nel BJJ e a livello nazionale nel Fila Grappling. Il seminario aperto a tutti di stamane è stato un appendice al corso per aspiranti istruttori "Praticare ed Insegnare 2009" specifico per la regione Sicilia tenutosi nella giornata di sabato, ed è stato organizzato con il validissimo supporto del comitato C.S.E.N. provinciale che ha messo a disposizione i tatami ed i locali dello splendido C.U.S. di Catania. Il seminario è stato incentrato sulla proiezione denominata O-Soto- Gari per poi passare ad alcuni attacchi dalla posizione con il ginocchio sullo stomaco, ed infine ad alcuni movimenti difensivi dalla guardia aperta. Una bella mattinata di jiu jitsu, con partecipanti provenienti da Marsala, Catania, Palermo, e da Geraci Siculo, che ringrazio per la fiducia e per aver sostenuto l'evento.
Ci vediamo a Palermo a fine settembre!

(articolo tratto dal sito del maestro Federico Tisi)
http://www.federicotisi.com/ita/index.php

Dopo anni di pratica di "non so cosa marziale" finalmente ho trovato la strada che io e i miei allievi percorreremo. Ho conosciuto il Brazilian jiu jitsu negli anni novanta quando internet era solo per pochi e grazie al mio lavoro potevo accedervi, con non poche difficoltà, vista “l'iperbolica” velocità di 56k.
Bello dissi! Ma in Italia non c'era verso di poter praticare questa forma di arte marziale.
Si dice che perseverare è diabolico ma in questo caso ha portato ottimi risultati.
Molti si spacciavano per insegnanti di questa disciplina al punto da perdere la fiducia in tutti coloro che mi si presentavano davanti come “maestri”. Illuminante è stato l’incontro con octavio "ratinho" couto. Grazie a Davide Cialona, che lo invitò a marsala, ebbi l'onore e la fortuna di conoscere un grande maestro. Ho detto "questa è la volta buona". Ho partecipato in seguito al raduno del 2007 del gruppo Italian Connection dove lui stesso era ospite e dove ho conosciuto il maestro Federico Tisi. Ho avuto il privilegio di ospitarlo in palestra e allenandomi con lui ho capito che era tutto da rifare. E adesso che fare? Rimanere con le mie inutili e vacillanti certezze o aprirmi ad un mondo nuovo, sconosciuto ma che avevo cercato da sempre? Risposta scontata! Mentre mi legavo per bene la cintura bianca per chiudere la giacca del mio GI pensai: “Pazienza! Ancora una volta, come ho fatto per la kick e per la thai, ricomincerò da capo”! Si proprio cosi! Penso che sia giusto, per la crescita professionale di un uomo, chiudere un capitolo per iniziarne un'altro senza tralasciare o dimenticare quello che si ha appreso nel passato. Smussare gli angoli, rivedere le tecniche studiate da un altro punto di vista, togliere quelle che non vanno bene e inserirne delle nuove, impostare strategie di combattimento basate sulle nuove metodologie ma soprattutto ritornare ad essere allievo studiando con un maestro in grado di insegnarti i segreti di questa disciplina.
In tutto ciò la difficoltà è una e una sola, togliersi il “vecchio” di dosso.