Ci vediamo a Palermo a fine settembre!
(articolo tratto dal sito del maestro Federico Tisi)
http://www.federicotisi.com/ita/index.php
Dopo anni di pratica di "non so cosa marziale" finalmente ho trovato la strada che io e i miei allievi percorreremo. Ho conosciuto il Brazilian jiu jitsu negli anni novanta quando internet era solo per pochi e grazie al mio lavoro potevo accedervi, con non poche difficoltà, vista “l'iperbolica” velocità di 56k.
Bello dissi! Ma in Italia non c'era verso di poter praticare questa forma di arte marziale.
Si dice che perseverare è diabolico ma in questo caso ha portato ottimi risultati.
Molti si spacciavano per insegnanti di questa disciplina al punto da perdere la fiducia in tutti coloro che mi si presentavano davanti come “maestri”. Illuminante è stato l’incontro con octavio "ratinho" couto. Grazie a Davide Cialona, che lo invitò a marsala, ebbi l'onore e la fortuna di conoscere un grande maestro. Ho detto "questa è la volta buona". Ho partecipato in seguito al raduno del 2007 del gruppo Italian Connection dove lui stesso era ospite e dove ho conosciuto il maestro Federico Tisi. Ho avuto il privilegio di ospitarlo in palestra e allenandomi con lui ho capito che era tutto da rifare. E adesso che fare? Rimanere con le mie inutili e vacillanti certezze o aprirmi ad un mondo nuovo, sconosciuto ma che avevo cercato da sempre? Risposta scontata! Mentre mi legavo per bene la cintura bianca per chiudere la giacca del mio GI pensai: “Pazienza! Ancora una volta, come ho fatto per la kick e per la thai, ricomincerò da capo”! Si proprio cosi! Penso che sia giusto, per la crescita professionale di un uomo, chiudere un capitolo per iniziarne un'altro senza tralasciare o dimenticare quello che si ha appreso nel passato. Smussare gli angoli, rivedere le tecniche studiate da un altro punto di vista, togliere quelle che non vanno bene e inserirne delle nuove, impostare strategie di combattimento basate sulle nuove metodologie ma soprattutto ritornare ad essere allievo studiando con un maestro in grado di insegnarti i segreti di questa disciplina.
In tutto ciò la difficoltà è una e una sola, togliersi il “vecchio” di dosso.